Quello che pensavate di sapere

Due paroline sui vip, che nessuno leggerà dopo essersi spaventato per la unghezza del post, comunque ispirato da Domenico Spina vorrei dire qualcosa sul fatto che i vip ignorano molto spesso i followers su Twitter e non solo su quello.

Io credo non lo facciano per snobbismo, qualcuno forse, ma più perchè non vogliono o non possono dare confidenza a chi non conoscono di persona, pensateci: se fossi un vip e iniziassi a comportarmi con tutti come faccio, per prima cosa i fan esclusi inizierebbero a ingelosirsi e comincerebbero a dire “perchè quello sì e io no?” sommergendomi di messaggi.

Secondo aspetto è il fatto che per la loro posizione sociale hanno una vita estremamente serena il più delle volte, per cui non cercano qualcuno o qualcosa sul web, per loro in realtà è solo un altro modo per acquisire popolarità e promuovere la loro immagine, niente di più, mentre noi cerchiamo nuovi contatti, nuove amicizie e relazioni, a loro può capitare, ma è molto raro, su migliaia forse accade con una persona e solo se prima comunque si conoscono in real life.

Poi c’è il fatto che materialmente non possono rispondere a tutti quando hanno migliaia di persone che rispondono a ogni singolo tweet.

Ma se ci pensate la stragrande maggioranza di loro si connette per aggiornare il profilo, twittare qualcosa, una foto o un link, una notizia su di sè o un amico o un evento che li riguarda, rispondono forse a una menzione raramente e poi escono, non stanno neppure mezz’ora a leggere le TL o gli aggiornamenti.

Insomma hanno un’altra vita e vivono in un altro mondo, purtroppo anche se per noi è difficile immaginarlo, ma io che ho la fortuna di vivere a metà strada dal loro “livello” di vita e mi è capitato di recitare anche se si è trattato di recite di infima importanza, oltre che essere facilmente apprezzato sul web tanto da acquisire spesso anche più gradimento rispetto ad alcuni vip (e lo dico senza modestia nè volendomi vantare), penso di poter avere la presunzione di avere almeno una vaga idea di cosa significhi essere un vip.

Sono solo persone come noi che sono però molto più ricche, oltre all’immagine hanno una serie di cose da proteggere, non ultima la privacy delle loro case, senza contare che non solo i fan sono affamati di notizie su di loro, purtroppo.

Adesso, mi riferisco soprattutto agli attori, ma entrare nel loro mondo non è facile, spesso capita di fare provini su provini e di fare sempre buchi nell’acqua, a meno che tu abbia una raccomandazione da qualcuno dell’ambiente, poi una volta dentro tutto è più facile.

Pensate solo a tutte le ragazzine che non fanno che dirti “sei grande, per favore seguimi!” In continuazione, sperando che prima o poi cambierai idea o ti stuferai e accetterai di seguire quella persona e ovviamente tu, ti ritrovi a metà fra il dispiaciuto per non poter accontentare tutti e la consapevolezza che di fatto per i tuoi fan è una ben misera consolazione il fatto di essere “seguiti” da qualcuno che comunque è separato da te da una barriera invalicabile, come al di là di un muro trasparente.

Il fatto di seguirli non cambierà di una virgola il tuo rapporto con loro considerato che non avrai mai abbastanza tempo per considerarli tutti o anche solo una parte, non leggerai mai le loro TL e difficilmente troverai il tempo di rispondere alle loro menzioni, se e quando una risposta la meriteranno.

La popolarità non è un affare semplice da gestire e se non si fa attenzione si può rischiare grosso, i pericoli per un vip si moltiplicano nella rete, dal furto di identità dei fake accounts, fino alle persone che si fingono ragazzine fans per avvicinarti con chissà quali secondi scopi, crearsi una falsa identità dopotutto è troppo facile su internet e dietro un account si può nascondere chiunque e un vip non può permettersi certi rischi.

Insomma le complicazioni sono tante e poi c’è il luogo comune appunto che i vip siano snob a prescindere, come ho detto credo che la maggior parte di loro non lo sia, però vivono in un mondo troppo diverso, molto più aristocratico, che non di rado si scontra con la dura realtà di essere immerso in un mondo che è troppo diverso dal loro e non li accetterà mai come parte integrante e che è molto più grande, per cui raramente li vedrai fare la spesa in un supermercato, o occuparsi di altre faccende simili, molti, anzi tutti hanno chi lo fa per loro.

Solo che come spiegare, quando giriamo per strada noi, nessuno ci ferma, ci saluta, a meno che sia un conoscente stretto e per noi è assolutamente naturale, se lo facesse un estraneo, lo considereremmo un comportamento invadente e ci darebbe fastidio e ci irriterebbe.

Questo è ciò che prova un vip le prime volte che ha a che fare con dei fan, poi ci si abitua, ma si rendono conto di quanto sia stupido idolatrare a quel modo qualcuno, loro lo sanno molto bene, ma fa parte del gioco, perchè finchè sei sull’onda, sei famoso e la gente ti apprezza e va a vedere i tuoi film, compra i tuoi dischi e ascolta le tue canzoni, anche nell’ambiente le persone ti considerano e ti apprezzano e ti danno un certo valore, quando esci dal giro, perchè invecchi, non ce la fai più, se accade nel momento sbagliato della tua carriera per una malattia, o problemi della tua vita, che a volte capitano anche ai vip, puoi passare facilmente dalle stelle alle stalle, almeno in termini di popolarità.

Pensate a tutte le stelle del cinema di almeno 20 o 30 anni fa, che adesso non se le fila quasi più nessuno praticamente, che sono ancora in vita, nonostante tutto, anche se non tutti.

I più grandi, come Harrison Ford, Maryl Streep, ancora riescono a ottenere contratti, ma attori minori, sono fuori ormai e credetemi nell’ambiente dello spettacolo nessuno regala niente a nessuno, e essere un attore famoso significa fare la bella vita, ma quando si recita si recita come chiunque altro e a volte recitare è pesante, stressante e faticoso, inoltre a volte capita di recitare con persone che magari non ti vanno troppo a genio, ma il lavoro è lavoro e gli attori non sei tu a sceglierli a meno che tu sia il produttore o il regista.

Inoltre in tempi di crisi anche per il cinema, le “lotte” per un posto da protagonista sono abbastanza agguerrite.

Infine considerate gli “ultimi” arrivati, tutti quei giovani attori che ora sono ancora ragazzini, come altri in passato che hanno cominciato molto presto, alcuni sono figli d’arte per cui immaginate che un bel giorno il padre li prende da parte e gli fa un bel discorsetto e gli dice “Adesso ascoltami bene, hai due possibilità, puoi fare il mio lavoro, io posso aiutarti, puoi diventare famoso, fare soprattutto la bella vita e per lo meno non avere problemi di denaro, oppure puoi fare qualunque altro lavoro che tu preferisca; ma in questo caso ti auguro buona fortuna, che Dio ti aiuti e ti consiglio di cominciare a darti da fare e studiare, oltre che cominciare a pensarci perchè non so se hai dato uno sguardo là fuori, ma la gente è pronta a scannarsi anche per un misero posto di lavoro da barista o da impiegato, o da avvocato o da ingegnere e non è detto che duri per sempre”.

Detto questo, per finire, certo, essere continuamente ignorati specie da qualcuno che non ci si aspetta essere “maleducato”, non è per niente piacevole, ma bisogna avere l’intelligenza e la maturità per accettarlo, farsene una ragione e capire che tanto non può essere diversamente e non cambierà mai.

Anpi: Chiacchiere e distintivo

http://www.informarexresistere.fr/2012/03/28/anpi-chiacchiere-e-distintivo/#axzz1qPuSPccF

Ho trovato su Facebook una nota di Informare per Resistere, una pagina facebook: https://www.facebook.com/informareXresistere che mi ha fatto riflettere.

Come potrete notare voi stessi si fa una critica per altro molto superficiale e che sa tanto più di slogan che di analisi approfondita della questione e ci tengo a riportare di seguito quale è stata la mia risposta a queste critiche citando i commenti fondamentali della discussione:

  • Fabio Ferrucci ma vergognatevi, lasciate perdere i partigiani
  • Cloro Barbara e perchè dovremmo lasciarli stare quando fanno propaganda ai guerrafondai e stanno contro i veri partigiani di oggi che sono i combattenti no tav?
    Manuela Caramanna i veri partigiani…sono i combattenti no tav???!!! ma dai ragazzi! senza nulla togliere ai no tav, ma son due cose completamente diverse dai! mi sembra una banalizzazione e una superficialità storica imbarazzante…
    Claudio Dessi Purtroppo i pochi partigiani ancora in vita vivono un’altra epoca, quella in cui combattevano, ma il movimento dell’Anpi si sta cercando di estenderlo non da oggi al di fuori di quella cerchia ristretta perchè non si vuole che muoia e l’anpi non sono le BR e vuole prima di tutto diventare un movimento culturale ancora più che una associazione di gente che va in strada a protestare per questo o per quello e intende farlo divulgando i valori antifascisti (quelli veri) e della Costituzione italiana nelle scuole attraverso incontri con le classi dei licei superiori o almeno questo è quanto si cerca di fare a Cagliari e Monserrato quindi io sono convintoi che bollare tutti gli iscritti all’Anpi come guerrafondai facironosi sia un errore grossolano e superficiale, così come penso sia un errore gettare fango su quei pochi che nel nostro Paese martoriato dall’ignoranza e dagli insulti gratuiti ancora credono nella Costituzione come un insieme di valori veri a cui cerca di attenersi giorno dopo giorno e non come un pezzo di carta a cui ricorrere per far approvare o abrogare una legge o in cui cercare scappatoie legali o qualcosa che ti impedisce di fare quello che vorresti. Adesso si può anche non essere d’accordo con la presentazione del libro di Caselli sostenuta dall’Anpi e io personalmente non avrei mai sostenuto alcuna guerra contro nessuno, ma io sono io e penso che comunque dei singoli Episodi non valgano a snaturare quello che i partigiani hanno fatto e quello che vogliono continuare a fare, cioè difendere i valori fondanti di questo paese sanciti nella Costituzione. A titolo personale per quanto ritengo scandalosa e inaccettabile la questione dei poliziotti e dei militari che si infiltrano nelle manifestazioni per creare caos devo anche dire che allo stesso modo è sbagliato l’odio indiscriminato verso le forze dell’ordine, le teste calde ci sono in qualunque istituzione ma non per questo si condannano tutti indistintamente. Inoltre farei attenzione a bollare i NO TAV come partigiani, perchè andare indistintamente per qualunque ragione a protestare contro il governo non è una buona ragione per considerarsi partigiani, che sono altro, i partigiani non sono un “movimento di protesta”, dopo di che si può essere a sostegno del movimento NO TAV o delle sue ragioni, ma questo non fa dello stesso una componente dell’Anpi. L’Anpi con i suoi membri può decidere di sostenere determinate manifestazioni di protesta quando ritenga che le ragioni siano giuste però questo non rende automaticamente partigiani chi partecipa alla singola manifestazione di protesta, perchè lo ripeto lo scopo PRINCIPALE dell’Anpi non è protestare contro il Governo, quello è solo UNO dei modi per esprimere la propria contrarietà su determinate questioni, ma l’Anpi aspira prima di tutto a rifondare una cultura civile del paese fondata su determinati principi e valori e non a manifestare indistintamente o prendersela con le istituzioni per diventare un movimento contrario al Governo.
    Cloro Barbara allora: io nn ho detto niente sulla questione del dirigente cacciato perchè filopalestinese, niente sulla presa di posizione pro-NATO in Libia che ha trasformato quel paese in un inferno in terra. Ma quando ho letto che ha onorato caselli, quando c’è gente in galera col 41 bis, ho bollato sì Quando è troppo e’ troppo. Guardatevi in casa, perchè se non ci sono ideali dietro, quel che fate è merda. Con rispetto parlando. Saluti
    Cloro Barbara i no tav si oppongono a logiche alienanti, mortifere, speculative, capitalistiche e autoritarie I no tav si oopongono alla ndrangheta e alla criminalità collusa col potere che vuole disfare un territorio. I no-tav sono i partigiani di oggi, tant’è vero che Luca Abba’ è caduto da un traliccio e molte persone sono in galera preventiva col 41 bis. Io il paragone lo rivendico senza alcun imbarazzo. Gli imbarazzati dovrebbero essere quelli che, come certi commentatori di poco valore, si richiamano a frasi fatte e pregiudizi idioti, senza considerare e vvalorizzare chi sta pagando di persona per cio’ in cui crede. RISPETTO dovrebbe essere il primo sentimento da manifestare Invece leggo stupidita’ e collusione con quel potere che ci sta affossando tutti
    Francesco Polizzi E’ giusto pagare di persona per cio’ a cui si crede, si chiama prendersi la proprie responsabilita’. Cio’ nonostante, uno puo’ tranquillamente pensare che Abba’ abbia sbagliato. Tra l’altro nella frase “I no-tav sono i partigiani di oggi, tant’è vero che Luca Abba’ è caduto da un traliccio” mi resta oscura l’implicazione, ma vabbe’. Per i resto, rivendico senza imbarazzo il mio commento precedente: paragonare un movimento come quello no-tav al movimentoi dei partigiani è un’ingenuità storica che si perdona al piu’ ad un sedicenne, non certo ad una persona matura. Per cui rido eccome. Essere “contro” non vuol dire necessariamente essere nel giusto. La storia ha le sue ambiguita’, e solo chi accetta di vederle puo’ provare a capirla. La faziosita’ a lungo andare porta solo alla malafede
    Claudio Dessi Posso solo dire che non sono stato io a sostenere tali posizioni, non conosco con precisione le ragioni per cui si sono prese quelle decisioni, ma vedrò di informarmi meglio, comunque gli ideali dietro ci sono perlomeno riferendomi alle persone che conosco io e che riguardano anche uno dei partigiani ancora in vita, con questo ci tengo a ripetere che non è una buona ragione per dire che l’Anpi non serve a nulla e che è meglio abolirla, perchè io per parte mia posso dire che chi davvero tiene alla Costituzione non ha bisogno di essere iscritto a niente per difenderla quando ne ha l’occasione e ne sente la necessità, però l’Anpi rappresenta coloro che per i valori della Costituzione sono morti, al di là di singole scelte che possono avere fatto i superstiti successivamente e credo che questo vada riconosciuto e non possa essere snobbato tanto facilmente, perchè allora dovremmo considerare per lo stesso motivo tutti i parlamentari che loro sì hanno votato a favore di queste guerre (perchè i partigiani non votano in parlamento) come neo fascisti, guerrafondai e chi più ne ha più ne metta. Qualcuno probabilmente sarà pure guerrafondaio e io non mi metto qui a fare nomi e cognomi, non mi interessa, ciò che mi interessa è che però non si insulti una intera associazione che conta ben più di 4 persone per colpa delle decisioni personali di pochi, pur fatte a nome dell’associazione, ma pur sempre decisioni personali, ognuno si prende le proprie responsabilità, non accetto che l’Anpi venga per questo bollata come ipocrita.
    Fabio Ferrucci se si critica Giancarlo Caselli, evidentemente senza conoscere nulla della sua storia di magistrato, allora abbiamo davvero perso il senso della misura..forse è meglio per qualcuno tornare a scuola e riprendere a studiare la storia d’italia.
    Cloro Barbara giancarlo caselli è stato qualcosa e ora è cambiato. In peggio. E siccome ci sono persone in carcere INNOCENTI la sua figura è adombrata. Fine. Di quel che è stato, oggi, rimane poco
    Claudio Dessi Barbara I NO TAV che combattano come dici tu, lo fanno per una questione ben precisa che è quella di non far costruire una ferrovia perchè ritengono che ci siano altre priorità, perchè non ritengono che avrà tutti gli effetti positivi che vengono sbandierati e per la questione “secondaria” dell’impatto ambientale e sul territorio, è una cosa ben diversa se mi permetti che difendere i principi sanciti dalla Costituzione e la cultura in generale del paese Italia e lavorare perchè la gioventù italiana cresca convinta di certi valori come la libertà, la solidarietà, l’uguaglianza e non il razzismo, la violenza, l’odio, per cui direi che stiamo parlando di due cose diverse, sempre con rispetto parlando, non voglio sminuire il movimento NO TAV non ho mai detto che sbaglino, perchè sostenere le proprie ragioni anche con forza è sempre giusto anche quando sono sbagliate, con i giusti mezzi ovviamente, perchè non è mai vero che “il fine giustifica i mezzi”, ma è sempre falso. Detto questo però come ho detto, sono due cose diverse i NO TAV e L’Anpi e credo che se non si capisce questo non si va da nessuna parte.
    Cloro Barbara ma scusa la costituzione manco c’era all’epoca dei partigiani. Loro combattevano contro l’autoritarismo e la repressione. Per autodeterminarsi. Che c’è di diverso?
    Marcello Biglioli E’ incredibile che quando qualcosa non va c’è sempre qualcuno di brutto e cattivo con cui prendersela: non importa se nella guerra partigiana si sono giocati il culo (il loro, non quello di altri!), possiamo vomitargli addosso di tutto. Tanto oggi i “veri partigiani” sono quelli che danneggiano i treni e le linee pendolari di Milano!!! Quelli che se c’è da menar le mani ci sono sempre, e se invece si manifesta pacificamente possono trasformare la manifestazione in guerriglia, “tirando la volata” alle violenze delle forze dell’ordine. Pertini (ah, ma forse anche lui era un pirla?) dal confino ha RIFIUTATO la grazia, non ha fatto la guerra al suo giudice (che fascista, lui si, era davvero!).
    Se l’ANPI è inutile, poco credibile, obsoleta, quanto è utile, credibile moderno l’antifascismo d’accatto che gode solo a menar le mani?
    Claudio Dessi I partigiani superstiti almeno in parte hanno partecipato ai lavori dell’assemblea costituente, e sì i partigiani c’erano visto che sono vivi ancora oggi, la lotta era finita naturalmente nel 1947 e loro non hanno lottato certo per la costituzione, ma in essa si sono voluti trasmettere i valori e i principi per i quali si è lottato che erano evidentemente contrari a quelli sostenuti dal partito Fascista fino ad allora al potere, certo loro hanno lottato per liberarsi dall’autoritarismo, ma bisogna anche chiedersi quale autoritarismo, con tutte le conseguenze che questo comportava, il movimento partigiano non è nato di punto in bianco un bel giorno per decisione di qualcuno, è sorto per il crescente malessere tra la popolazione per via delle leggi fasciste e dei continui sopprusi da parte degli stessi, perchè la gente vedeva i propri diritti scomparire sempre di più uno dopo l’altro, quei pochi che all’epoca esistevano, non essendoci la Costituzione appunto, mi basti citare la libertà di espressione, di stampa, la libertà di insegnamento e di culto, la sopressione di tutti i partiti eccetto quello Fascista, gli insegnanti che dovevano giurare fedeltà al partito per poter esercitare la professione e dovevano insegnare dai libri fascisti e non altri, il revisionismo storico e non solo. Ai giovani venivano inculcati valori nazionalistici più che patriottici fin dalla più giovane età e non c’era la libertà di associazione, per cui era proibito riunirsi anche in coppie o piccoli gruppi al di fuori dei posti appositamente riservati dal partito Fascista, mi pare che ce ne sia già abbastanza. In ogni caso di certo non era “L’autoritarismo” di Monti, era una cosa un tantinello diversa…
    Piero Belletti I partigiani non hanno liberato l’Italia, sono state le forze alleate che sacrificando centinaia di migliaia di giovani vite hanno portato la pace,la democrazia e ci hanno tutelato da altre ideologie negative e distruttive che avrebbero cancellato le nostre radici e tradizioni. E’ anche per questo sacrificio di giovani eroi che noi italiani nel rispetto di questa alleanza che oggi ci permette di abbeverarci alla fonte della libertà dobbiamo rafforzare la nostra presenza in quello che l’alleanza della democrazia moderna e cioè la NATO, che rappresenta l’opposizione alle tirannie e oligarchie dei dittatori nel mondo che opprimono i popoli che non si possono autoderterminare da soli perchè schiacciati dal tacco delle forze militari gestitite dai tiranni.
    Francesco Polizzi ma che devo argomentare? la differenza fra chi si opponeva agli orrori del nazi-fascismo (rischiando quotidianamente la vita) e chi protesta contro un treno (giusta o sbagliata che sia la protesta) è talmente palese che non vale neanche la pena di spenderci due parole. Sono proprio due cose non comparabili. E se devo proprio dirla tutta, se i valligiani non volevano la TAV, invece di votare Cota in massa alle regionali potevano votare i partiti che la osteggiavano. Invece hanno voluto la Lega (“fora de ball”) e mò si puppano il treno. La democrazia è anche questa
    Claudio Dessi Piero Belletti caro, la guerra non si sconfigge facendo un’altra guerra, la guerra si sconfigge facendo la pace, se l’America smettesse di produrre armi e rivenderle al miglior offerente (e anche al peggiore), forse vivremmo in un mondo molto più sicuro con meno tirannie, meno oligarchie e di sicuro meno dittatori e meno guerre, così come il fuoco non si combatte col fuoco, ma con l’acqua, se si vuole fermare Kony bisogna prima fermare la guerra che alimenta le ragioni per cui esiste e combatte e noi comprando non so quanti aerei da combattimento anzichè costruire ospedali come da anni chiede Gino Strada ed Emergency non diamo certo il buon esempio.
    Cloro Barbara stacci tu in galera a regima 41 bis oggi. A parlare sono tutti buoni. Questi pagano di persona le loro scelte e non è “contro un treno” ma contro una compagine socio-economico-territoriale che danneggia esattamente come le truppe di occupazione. I morti per l’ideale NO tav ci sono stati
    Piero Belletti Claudio Dessi: Gino Strada è un comunista e lui con la guerra aiutando i terroristi è diventato ricco. Noi abbiamo l’onore di far parte degli alleati e dobbiamo condannare queste forme di aiuto al nemico,specie se nemico dell’occidente e delle nostre radici e tradizioni.
    Cloro Barbara certo , se in Italia qualcuno che si dichiara “resistente” prendesse pposizione contro la NATO certe cose sarebbero piu’ facili Se ti trovi i traditori in casa e li giustifichi, non si puo’ sperare di meglio
    Claudio Dessi Cloro Barbara tu ti ostini a non capire, morire per un ideale qualunque non fa di te un partigiano, altrimenti anche Kony sarebbe un partigiano, perchè anche lui combatte per qualche ideale, per quanto perverso, sbagliato o contorto.
    Piero Belletti I NO TAV sono gente arretrata che non amano il nostro paese. La NO TAV si farà nonostante questi pelandroni che sospetto siano pagati da forze straniere per far spostare la tratta.
    Cloro Barbara e allora? c’è una ragazza siriana che ha messo come nick su twitter “partisan”. Partigiano è chi combatte per la libertà, con tutta la compagine contro, che è disposto a morire (luca abba’) o ad andare in galera dura per quello in cui crede. Oggi come allora non lo fanno tutti. Chi lo fa io lo chiamo “partigiano”
    Claudio Dessi Su questo ci penserei 2 volte Piero benchè non si possa escludere alcuna possibilità mi sembra un commento un po’ azzardato allo stato attuale delle cose e un’affermazione quasi leghista, per cui mi astengo dal sostenerla.
    Cloro Barbara l’autodeterminazione di un popolo che il territorio “lo vive” è un ideale partigiano
    Francesco Polizzi Ripeto: il 52% di Cota e il 30% di Bresso a Chiomonte alle ultime regionali la dice lunga: la Val di Susa è Pro-Tav. Almeno per il 72%, i numeri sono numeri. Se si vuole andare “contro una compagine socio-economico-territoriale che danneggia esattamente come le truppe di occupazione” si cominci ad esercitare con responsabilità il proprio diritto al voto. Poi il dialogo con le istituzioni sarebbe MOLTO piu’ semplice.
    Cloro Barbara è che siamo troppo rinsecchiti, troppo televisivi per capire certe cose Gli ideali ci piace accostarli al passato, a cio’ che non c’è piu’ per deresponsabilizzarci di quel che avviene oggi
    Claudio Dessi

    Barbara non è che siccome la ferrovia passa sopra casa mia allora tutta la città è improvvisamente contro la ferrovia, si parla di una parte della popolazione, le cui ragioni sono giuste e vanno considerate, ma parlare di autodeterminazione non so, cioè nessuno vi ha negato di esprimere una opinione, il che è normale in democrazia, però non si può pretendere di ottenere ragione per forza, d’altro lato ritengo anche sbagliato che anche e soprattutto il governo cerchi di imporre la propria opinione con la forza, quando ha tutte le possibilità di trovare una soluzione usando altri mezzi, per cui non dico che uno dei due ha ragione, ma che entrambi state sbagliando.
    Francesco Polizzi Beh ci sono anche i giovani nazisti della “Hitler-Jugend” che sono morti nell’ultima disperata difesa di Berlino, nel 1945. Sicuramente sono caduti per un ideale. Allora chiamiamo “partigiani” anche loro.
    Cloro Barbara non è questione di opinioni, claudio. E’ che quelle montagne sono piene di uranio e di amianto e fare quest’opera (che gli esperti hanno decretato “inutile”) è questione di vita e di morte per chi vive lì. E’ er questo che si fanno mettere in galera (a 41 bis, cosa che caselli caldeggia)
    si chiama “autodeterminazione” che x me è un diritto sacrosanto anche x i popoli che subiscono “un dittatore”
    Cloro Barbara su uranio e amianto nei monti valsusini http://www.ambientevalsusa.it/uranio_amianto.htm
    Cloro Barbara non è giusto star dalla parte di chi la vuole fare, e non è questione di opinioni, sono “Fatti”
    Claudio Dessi Guarda che l’autodeterminazione è altro perchè nessuno vuole negare alla popolazione della val di susa che per altro sono italiani, quindi nessuno vuole negare agli italiani di esistere o di vivere, sta di fatto che se non possono vivere là dovrebbe essere un problema del governo trovare un’altra sistemazione anzichè dire “arrangiatevi” e i popoli che subiscono un dittatore sono cosa ben diversa guarda che non è che siccome si subisce una imposizione da una istituzione allora si vive sotto dittatura, è una cosa ben diversa…
    Cloro Barbara maddai! vuoi che si deportino? minchia, uesto si chiama “fascismo”. Prima chi la vuole fare spieghi il perchè, nn credi?
    Claudio Dessi Se poi loro sono decisi a vivere là è un’altro problema a parte e allora se ne discute, ma nessuno li vuole mica sterminare…
    Cloro Barbara no, non è cosi. In democrazia se un potere vuole ad ogni costo fare un’opera costosa (per tutti) e dannosa(per chi la subisce) devono spiegare perchè. E questo nessuno lo fa, perchè la TAV è una torta da spartire tra pochi e da pagare tutti
    Cloro Barbara ed è inutile economicamente. Senti ponti
    Francesco Polizzi Visto che sei tanto per l’autodeterminazione dei popoli: come la mettiamo con il fatto che l’82% dei Chiomontesi ha votato partiti pro-tav alle ultime regionali (vedi le cifre che ho postato prima)? Anche questi sono FATTI. L’autodeterminazione dovrebbe contare anche per le opere inutili. O vale solo quando ti conviene?
    Cloro Barbara se abitassi la, credo che anche io sarei in galera
    Cloro Barbara io trovo i No-Tav eroici partigiani del 3° millennio, ribadisco
    Francesco Polizzi Beh puoi sempre andarci (intendo li’, non in galera)
    Claudio Dessi Torniamo al punto di partenza io non ho mai detto che le loro ragioni siano sbagliate…però mi sembra che la questione sia posta nel modo sbagliato tutto qua, mi sembra che si voglia avere ragione a prescindere, non si vuole discuterne, non glie ne frega proprio un cazzo a nessuno di discutere e questo il governo l’ha capito bene ed è per questo che reagisce come sta facendo, io credo che forse i no tav se la stiano prendendo con i responsabili sbagliati, forse dovrebbero prendersela con le altre persone che stanno dietro al governo e che sostengono l’opera e arrabbiarsi per riuscire a ottenere un tavolo di discussione con il Governo o comunque un incontro per discutere della cosa, se però non si vuole questo la discussione e l’apertura da parte del Governo non ci sarà mai
    Cloro Barbara CLAUDIO C”E’ UNA COSA CHE DICI CHE E’ FALSA e cioè che ai NO TAV non interessa parlare NON E’ VERO non aspettano altro che far conoscere all’italia intera le loro ragioni.
    Fassino li ha buttati fuori dall’ufficio, nessuno vuole che parlino, i media mainstream li schifano se la prendono con chi li picchia a sangue  la controparte non dice mai “perchè è necessaria la TAV” e non vuole un confronto su questo argomento.
    Claudio Dessi L’italia intera le conosce già le loro ragioni, io stesso le ho sentite anche a Servizio Pubblico tanto per dirne uno, quelli che non le conoscono sono le istituzioni…un incontro formale è cosa ben diversa…
    Cloro Barbara non è vero. Ponti viene censurato. Il punto di partenza è che in italia governa chi, in queste grandi opere ha un guadagno a prescindere dalla collettività
    Cloro Barbara cosa credi che “repubblica” dica la verità? NO licenziano chi la dice, hanno bisogno dei fondi governativi x cui i media fanno il gioco del potere, senno’ tolgono i fondi al giornale
    Claudio Dessi sarà ma che nelle montagne c’è l’amianto e l’uranio io lo sapevo già prima che me lo dicessi tu, ciò non toglie che di questo i no tav e il governo non ne discutono, si picchiano e basta e questo non ha senso, però nessuno dei manifestanti ha mai detto di chiedere un incontro con un esponente del governo magari con Monti…o con Napolitano mi risulta
    Cloro Barbara hanno chiesto di tutto di piu’, informati bene. Nessuno vuole una dialettica cioè io nn guadagno nulla a dire ste cose, fidati, E’ una situazione di merda e basta
    Claudio Dessi guarda io direi di chiudere qui la discussione perchè non siamo noi due che dobbiamo risolverla e che la risolveranno e in ogni caso tutto questo esula dall’argomento principale della discussione

pazzo mondo

Ho voluto intitolare così il post di oggi perchè leggendo le notizie sui giornali si ha davvero l’impressione che il mondo ormai sia in preda a una follia collettiva di massa da cui non riesce a uscire.

Se poi si guardano più da vicino gli avvenimenti nei singoli Paesi le cose cambiano, anche se in alcuni casi non di molto.

A parte i politici nostrani che lanciano messaggi che paiono sempre più deliranti rispetto alla realtà che vivono milioni di persone, vorrei essere per qualche momento banale e ricordare che ci sono delle guerre che si combattono nel mondo e che per esse sono state compiute delle stragi e dei massacri.

Oggi fa notizia la Siria, la Libia, L’Iran e L’Iraq, si parla di Romania e Serbia, Ucraina e qualcuno forse ricorderà che c’è un paese chiamato Darfur, provincia del Sudan, uno dei Paesi al mondo più martoriati dalle devastazioni di una guerra che non ha fine, nè senso o significato.

Quando ogni tanto mi fermo a pensare alle situazioni in giro per il resto del mondo, provo la forte sensazione che l’uomo non sia niente più che una bestia, un animale incapace di guardare al di là delle proprie individuali necessità materiali, pronto a qualsiasi bassezza pur di raggiungere il proprio scopo. Tutte quelle persone che raccontano balle quando dicono di fare certe cose per il bene del loro Paese, dimenticandosi che il loro Paese non è l’Iran, L’Iraq, l’America o la Korea, ma tutto il mondo, perchè loro non vivono su un asteroide, ma su un pianeta con miliardi di altre persone, fanno schifo, perchè non dimostrano di avere una coscienza.

Si può uccidere migliaia di persone e avere ancora il coraggio di guardarsi allo specchio? Questa è la domanda fondamentale. Non importa che fossero militari o civili, sono persone.

I veri eroi della nostra epoca non combattono più guerre per liberare nazioni, per conquistare troni, lavorano curando altre persone e dando da mangiare ad altre in luoghi che paiono post apocalittici, dove la fame, la sofferenza e l’incertezza di svegliarsi ancora vivi l’indomani mattina sono cose normali.

Raccontano quello che accade sotto le bombe, rischiando la vita per raccontare ad altri la verità che altrimenti nessuno farebbe conoscere.

E purtroppo i cosiddetti paesi industrializzati e civilizzati, nome che in realtà non sarebbe più appropriato poichè oggi i Paesi verrebbero classificati diversamente, in base alle risorse di cui dispongono e che sfruttano o producono, non sono esenti dalle guerre, sia quelle tradizionali sia quelle di nuova generazione, quelle economiche e sociali, che iniziano si combattono e finiscono e non sembrano neppure delle vere guerre, si tratta di tutte quelle persone che lottano per un posto di lavoro, per i propri diritti, per garantire un futuro ai propri figli e una casa alla propria famiglia e per questo combattono guerre; si tratta delle guerre economiche tra Paesi, che tentano di scaricare su altri il peso dei propri debiti, o che lasciano morire non aiutandoli altri paesi pur consapevoli delle conseguenze che questo comporta a livello dell’economia mondiale.

è vero, nel mondo c’è bisogno di più solidarietà in tutti i sensi, ma anche di giustizia, è davvero ora che ci si renda conto che non è più possibile che certe persone abbiano tutto e altre non abbiano nulla, perchè viene da chiedersi come persone che guadagnano milioni di euro ogni anno possano minimamente anche solo da lontano, cosa significhi vivere con 500, 1000, 2000 euro al mese per chi ha due lavori e due stipendi, sono evidentemente persone che vivono ad altri livelli e che non possono sapere cosa vuol dire veramente non avere la possibilità di comprare le cose che sarebbero necessarie per vivere, non sanno cosa sia la preoccupazione e tanto meno la disperazione che vivono certe famiglie; ed allora se non lo sanno, è meglio che non si permettano di dare giudizi a queste famiglie o di criticare queste situazioni, magari bollandole come situazioni non gravi come vengono dipinte, perchè loro non possono saperlo.

Non si può più fare finta e nascondere la verità a se stessi che non si può più vivere in un Paese come l’Italia, dove tutto funziona per la buona volontà dei singoli che fanno più di quel che dovrebbero.

L’indifferenza

Così scriveva Antonio Gramsci, l’11 febbraio del 1917

“Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che >. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria,  non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica.

L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all’intelligenza e la strozza.

Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti.

Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la sua spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

La finalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell’ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destinidi un’epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa.

Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell’ombra arriva a compimento: e allora sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile.

Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio o la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.

I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti.

Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.

Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia, il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto a ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini.

Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l’attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato, perché non è riuscito nel suo intento.

Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

11 febbraio 1917

 

Riporto un testo di Antonio Gramsci, da cui prendo spunto per far partire la mia riflessione.

Io vorrei cogliere l’occasione per invitare tutti a una riflessione su quanto di attuale ci sia ancora oggi nelle sue parole, sul fatto che da ormai quasi un secolo fino a oggi la situazione non sia cambiata quasi per nulla, a oggi gli attivisti politici, iscritti e non a qualche partito, sono solo una goccia nel mare della popolazione italiana e di sicuro, sono infinitamente meno che allora.

E non parlo di quelli che non vanno a manifestare o a protestare perché hanno un altro impegno, che è pure legittimo, poiché ognuno ha la sua vita, ma di coloro che non lo fanno per scelta, perché non lo considerano un loro dovere etico e morale, perché ci sono altri che andranno al posto loro a difendere i propri interessi e quelli degli altri; quindi si sentono in diritto di potersi esimere, come se andare a manifestare per i propri diritti fosse come andare a fare una scampagnata, cui si possa dire “no oggi non ho voglia, non ci vado”.

Ma per quanto tempo ancora questo sarà possibile? Per quanto sarà possibile accettare passivamente che accada questo o accada quello, come gli eventi della manifestazione a Roma di Sabato 15 ottobre 2011 e dire “vabbè”, per quanto si potrà pensare di poter stare a guardare e considerarsi comunque “interessati” solo perché si ha un interesse a che certi diritti, certi interessi vengano difesi.

L’essere titolare di un diritto e l’avere un interesse nel difenderlo o a che sia difeso non sono la stessa cosa sono cose diverse ed è ora che gli italiani capiscano che i diritti vanno difesi e non aspettare che altri lo facciano per loro.

O accettare che la propria azienda fallisca, di essere licenziati e non poter più mantenere sé e la propria famiglia, e non fare nulla per cambiare la situazione, accettare che questo accada, per le decisioni di pochi che speculano sulla vita dei molti.

La protesta, deve essere sì pacifica, ma moderata no, almeno non di sicuro, quando sono in pericolo diritti importanti e fondamentali come il diritto al lavoro e quindi il diritto a una vita dignitosa, assicurata da un salario adeguato e non sottodimensionato rispetto al costo della vita o addirittura inesistente.

La protesta, deve essere proporzionata nei toni, all’arrabbiatura e mi si permetta di dirlo all’incazzatura che una persona ha quando vengono violati i propri diritti, per cosa poi? Per tutelare i privilegi dei potenti, questo è il punto.

Ma essere cittadini attivi non è solo scendere in strada quando ci sono le manifestazioni e i cortei, mostrare cartelli, fischiare e urlare il proprio dissenso, essere cittadini attivi è anche partecipare alla vita dei circoli dei partiti, che esistono, non sono animali in via di estinzione, far sentire la propria voce e le proprie idee alle persone che sono responsabili nelle assemblee organizzate apposta.

Non bisogna avere vergogna o essere timidi nell’esprimere la propria posizione perché questo è il punto di partenza per una vita assoggettata alle decisioni degli altri e non è rappresentanza democratica, è sudditanza, è accettazione passiva delle decisioni di altri e non sviluppo e messa in pratica da parte del rappresentante delle istituzioni, delle idee dei cittadini.

Noi ci lamentiamo del fatto che i politici non rappresentano le nostre idee, ma noi ci siamo mai preoccupati di rendere noto a loro quali siano le nostre idee? O forse ci siamo limitati ad aspettare che un Bersani, un D’alema, un Berlusconi, un Piero Fassino, un Massimo Zedda o un Gianni Alemanno, ipotizzassero e deducessero, quali queste idee fossero?

Se vogliamo che l’Italia cambi, non possiamo aspettare che lo faccia da sola, perché per quello sono necessarie ere geologiche, sta a noi cambiarla, adesso.

 

Un anno dopo

Mi è sembrato giusto intitolare così il mio nuovo post visto che è da un anno che non scrivo nel mio blog e questo mi dispiace anche perchè si sa, un blog che non è aggiornato costantemente difficilmente verrà seguito e in un anno succedono talmente tante cose che è difficile riassumere tutto facendo un solo post all’anno.

Difatti non è possibile e non lo farò, sono successe talmente tante cose da un anno a questa parte che solo per elencarle tutte non so quanto ci vorrebbe, lo tsunami in giappone, le alluvioni, a causa delle pioggie torrenziali, i terremoti, le guerre, i governi che cambiano, insomma ce ne sarebbe da dire, però ho deciso di prendere l’impegno con me stesso di aggiornare più spesso questo blog e di seguire più da vicino certi avvenimenti.

Frattanto posso solo fare un veloce accenno alla cosa non di poco conto che quest’anno l’Italia è stata commissariata dall’Europa e siamo governati da un governo che non abbiamo eletto, per fortuna questa volta non è uno che si chiama Mussolini, perlomeno.

Da quando questo Governo esiste ne sono successe un po’ di tutti i colori, addirittura la destra e la sinistra vanno d’accordo e quasi s’alleano in una improbabile crisi d’identità collettiva e non si capisce più quale è la destra e quale la sinistra, a proposito se qualcuno prima l’aveva capito alzi la mano.

La destra e la sinistra sono infatti una idea tanto vecchia che se ne è dimenticato il significato e il perchè, in realtà non esistono, ma continuano a venire usate per mettere gli uni contro gli altri, la verità è che ognuno ha le sue idee che a loro volta diventano di destra o di sinistra a seconda di chi le dice, ma non è che le idee sono idee di sinistra o di destra a seconda del tipo di idea, questo lo pensano i politici, perchè gli fa comodo e perchè hanno dei preconcetti sui loro colleghi e oppositori, il problema è che questo modo di pensare ti porta a doverti attenere a uno schema di pensiero e in sostanza a dire e sostenere sempre le stesse cose per motivi di “coerenza” anzichè pensare che l’idea di un altro potrebbe anche essere giusta.

Ma finito di parlare delle ovvietà che già conosciamo possiamo parlare di quello che ha fatto il nostro governo Monti fin’ora, beh ha aumentato le tasse, diminuito le pensioni (non quelle dei parlamentari), reintrodotto l’ici sulla prima casa, ha partecipato a molti incontri europei e internazionali, ma ancora non ha fatto nulla per l’occupazione, gli stipendi troppo bassi, l’evasione fiscale, far pagare chi in questo paese non ha mai pagato nulla o quasi cioè evasori totali e chi di soldi ne ha tanti e di tasse ne paga in proporzione pochissime mentre chi ne ha pochi, di tasse ne paga anche troppe, pure per chi invece non le paga e lo diciamo da mesi, bisogna cambiare la mentalità, non bastano i controlli qui e là da parte della finanza, ma come si dice, tra il dire e il fare, c’è di mezzo il Monti e intanto abbiamo ex ministri e parlamentari condannati in parlamento che vanno in giro e in televisione a dire che le pensioni basse e la disoccupazione giovanile non esistono, mi chiedo come persone così possano risolvere i problemi dell’Italia, se lo chiede anche Monti, se qualcuno anzichè domande trovasse risposte, non ci dispiacerebbe.

Di sicuro ci piacerebbe un posto fisso e l’idea che si possa lavorare in prova con la prospettiva di assumere le tutele dell’articolo 18 e di un contratto a tempo indeterminato solo successivamente non è bella perchè significa che finchè sei in prova puoi essere licenziato e quindi c’è il rischio di venire licenziati in quel periodo venire riassunti da un’altra parte e venire di nuovo licenziati e così via all’infinito, in questo modo il lavoro a tempo indeterminato resta sempre un miraggio, insomma si cambia nome al precariato ma quello resta e secondo me Monti gioca al gioco delle tre tazze con l’Italia.

E lo stesso si può dire dell’idea della Fornero di una indennità di disoccupazione, qualcuno dovrebbe dire alla Fornero che siamo in Italia, non in Germania, già la cassa integrazione ti dà l’80% dello stipendio che per chi ha famiglia è una mazzata soprattutto quando già guadagnano poco, bisogna vedere quanto è questa indennità in soldoni, perchè se si parla di 500 euro chi viene licenziato, ci fa la birra, forse elemosinando guadagnerebbe di più.

Viviamo con un governo che non fa i conti con la realtà di gente che ha già perso tutto oltre il lavoro, la macchina, una casa e a volte pure la famiglia per non poterla mantenere e continua ad arrichirsi senza riuscire ad ammettere le proprie colpe e assumersi le proprie responsabilità, una situazione che come tutte quelle di questo tipo prima o poi esploderà, a meno che non si faccia qualcosa prima, perchè anche se tutti continuano a scongiurare il peggio, la realtà è che la Grecia non è tanto lontana e basta guardarsi intorno per vedere come la povertà dilaghi e personalmente trovo fastidioso che alcuni personaggi dicano che gli italiani hanno un grande patrimonio di risparmi, cosa abbiamo? La casa? E se vendo la casa poi dove vado a vivere in macchina? è evidente che certe persone proprio non sanno neppure di cosa parlano, mah saranno davvero marziani che hanno preso possesso dei corpi dei parlamentari? Ho paura di no, magari i marziani avrebbero più buonsenso.

Fessi e contenti

Il mio problema principale è sempre lo stesso, ci sono talmente tante cose di cui vorrei parlare e mai abbastanza tempo per farlo, purtroppo per vari motivi passa sempre un sacco di tempo tra un post e l’altro e in questo tempo ovviamente accadono tante di quelle cose e in questo tempo non ho neppure troppo tempo per occuparmi di quanto accade e quindi non essendo troppo documentato anzi quasi per niente, non posso parlarne con molto giudizio.

Dal mio ultimo post sono caduti governi e si sono fatte rivoluzioni e persino il nostro Presidente del Consiglio è accusato di crimini gravissimi per la carica che ricopre e non solo. Ora come anche altri più autorevoli di me hanno detto è comprensibile che la sua maggioranza di governo lo difenda a spada tratta anche se sarebbe auspicabile il contrario, però va riconosciuto che il solo fatto che su un Presidente del Consiglio ricada il sospetto di cose del genere non è nè eticamente nè moralmente accettabile, perchè vorremmo un Presidente che sia al di sopra di questi sospetti, quindi non ci importa che dal processo ne esca innocente, o meglio ci importa, ma ciò non toglie che non sia adatto per governare, perchè non basta essere bravi amministratori (e anche su questo diversi dubbi sorgono).

Ma soprattutto molti dubbi sorgono su quanto di vero ci sia nelle parole di un presidente del consiglio che considera fondamentali le riforme della giustizia e sulle intercettazioni, prima di quella delle pensioni e degli ammortizzatori sociali, in un periodo in cui si perde il conto dei disoccupati e dei cassaintegrati, quando ci dice che la riforma delle intercettazioni è fondamentale perchè il problema che i giudici “spiino” le nostre vite private senza che noi ne sappiamo nulla è una cosa che deve preoccupare tutti. Allora qui vorrei cogliere l’occasione per ricordare che a me personalmente e posso garantire a molte delle persone che conosco, non importa nulla di essere intercettati o meno, perchè non hanno nulla da nascondere, perchè sono persone che pagano regolarmente le tasse e più di quanto guadagnano con il proprio lavoro non possiedono, se qualcuno si preoccupa del fatto di essere intercettato le cose sono 2 o è bigotto o ha qualcosa da nascondere, a me personalmente che mi sentano dire “ci vediamo a tale ora” quando mi metto d’accordo con gli amici per andare al cinema o che sentano le mie conversazioni con mia madre o mio padre non me ne frega nulla, così come non me ne fregherebbe nulla se mi sentissero durante le mie conversazioni riguardanti il mio lavoro, posto che sono ancora disoccupato. Detto questo penso che il discorso si possa anche chiudere qui, vorrei solo ricordare che oggi in tutta Italia ci sono state manifestazioni a cui hanno partecipato donne ma non solo per dimostrare il loro dissenso ad un’etica pubblica delle istituzioni e in particolare del Presidente del Consiglio che per troppo tempo è rimasta assente e che non può continuare per questa via senza un minimo di morigeratezza. manifestazioni a cui di certo hanno partecipato più di un centinaio di persone, quali quelle che sono andate a difendere una causa persa. Sarebbe insomma ora che finisse l’era del governo machiavellico col sorriso davanti e il coltello dietro la schiena, che dice che va sempre tutto bene e che ogni volta che gli si rivolge una critica dice che non è vero niente, che vuole fare i cittadini fessi e contenti, ma anche no, vorremmo un governo capace di fare autocritica. Insomma un governo responsabile.

Italiano questo sconosciuto

Dunque dopo tanto tempo e tanto errare in tutti i sensi eccomi di nuovo qui a scrivere, prima di tutto sento di dover fare delle precisazioni sui post precedenti che apposta ho citato in particolare riguardo al lodo alfano, il quale poi in seguito a modifiche è stato approvato.

Tutto qui, quando scrissi quel post in realtà mi riferivo al precedente Lodo Schifani che fu bocciato dalla corte costituzionale per incostituzionalità in quanto prevedeva che l’impunità per le alte cariche dello stato fosse estesa al di là del termine di legislatura.

Mi astengo da ulteriori commenti poichè non mi piace parlare di politica oltre lo stretto necessario per quanto di questi tempi parlarne sembra doveroso visto che l’informazione è pressochè inesistente, ma volevo parlare d’altro.

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere su un quotidiano della stampa nazionale, un articolo fra i tanti che denunciava il decadimento cultura dell’Italia e il fatto che i giovani e non leggono sempre meno nel nostro paese e le solite cose; tale articolo proponeva come rimedio si la buona volontà di leggere di più da parte dei singoli, ma anche il proporre i libri e parlare dei libri letti ai propri amici e conoscenti per invogliarli a leggerli, questo anche perchè in Italia pare che siano poche le biblioteche e le librerie, mal finanziate, con servizi spesso inadatti o insufficienti mancanza di personale e di materiale di lettura ecc. ecc. oltre al fatto che anche a livello nazionale si sta demolendo il sistema scolastico a colpi di piccone.

Allora mi sono ricordato della mia passione per i giochi di ruolo. Qui bisogna fare una piccola premessa per chi non ha mai sentito parlare di giochi di ruolo o non sa cosa siano. I giochi di ruolo sono come si potrebbe intuire dal nome, dei giochi in cui ogni giocatore interpreta un ruolo ovvero come a teatro, un personaggio.

Li avrete forse incontrati con le abbreviazioni GDR o RPG (che sta per l’inglese Role Play Game). Esistono molti tipi di gioco di ruolo (e non mi riferisco a final fantasy -.-), dai giochi da tavolo con dadi, manuale, pedine e tabellone, più adatti spesso ai collezionisti delle pedine, vere e proprie statuette da collezione spesso e volentieri; passando per il gioco di ruolo dal vivo, la forma più vicina al teatro d’improvvisazione (perchè il gioco di ruolo implica SEMPRE una forte dose di improvvisazione, non ci sono copioni e canovacci da studiare); per arrivare alle forme di gioco di ruolo digitali, via email, via forum e ultimo ma non ultimo via chat.

Questi ultimi sono quelli che più ci interessano, quello by forum e by chat. è difficile spiegarlo a parole a chi non è pratico del genere o è un utilizzatore molto casual di internet, o addirittura del computer, ma si potrebbe dire con una frase riassuntiva terra terra che giocare di ruolo via mail, forum  o chat sia un po’ come scrivere un libro o anche solo un racconto breve o lungo.

Però prima che qualcuno fugga spaventato gridando “oddio io manco so scrivere una lettera figurarsi un libro”, bisogna fare alcune precisazioni.

Quando si gioca di ruolo non è importante essere laureati in lettere o uno scrittore di professione, l’importante è avere una buona visione di prospettiva e un minimo di fantasia.

La cosa più semplice è appunto immaginare cosa farebbe il proprio personaggio in una determinata situazione, esattamente come si fa a teatro.

Ma probabilmente il modo più semplice per farsi comprendere è come al solito un esempio pratico. Poniamo ad es il caso che il proprio personaggio sia un ladro, mentre si trova per strada in una città arriva una carrozza a tutta velocità (oppure una macchina?) la strada è mediamente affollata e voi prontamente date una spinta alla persona di fronte a voi per evitare che venga investita e mentre questa cade ne aproffittate per rubargli il borsello di solito appeso alla cintura oppure in un contesto più moderno in tasca molto più probabilmente, poi vi attaccate al volo alla carrozza in corsa e ve la date a gambe.

Adesso vediamo cosa dovrebbe scrivere il giocatore ladro per fare tutto questo: Ladro – cammina per la strada scrutando le persone con gli occhi attentamente in cerca di qualcuno abbastanza distratto  da poter essere derubato con facilità quando si sente lo sbattere di zoccoli e ruote sul selciato e le grida di un cocchiere che frusta i cavalli e un attimo dopo la carrozza spunta all’incrocio della strada e comincia a percorrerla a tutta velocità, di fronte a lui una giovane donna con un lungo vestito e guarda caso una borsa appesa alla cintura di sicuro bella colma, sfruttando i suoi riflessi senza perdere tempo cerca di dare una spinta alla donna verso la parete di lato alla strada prima che possa accorgersi di cosa sta succedendo e cerca di afferrare prontamente la borsa che per il peso della donna che cade e la forza del suo braccio che strappa dovrebbe staccarsi dalla cintura, quindi cercherebbe di appendersi al volo alla carrozza in corsa per allontanarsi il più in fretta possibile non appena la carrozza gli passi affianco.

Ecco questa è una azione tipo in un gdr di stampo medievale o fantasy :P ma vi sono molti tipi di gdr e in alcuni le cose possono essere infinitamente più semplici e basta ad es scrivere tizio entra, tizio fa quello tizio fa questo senza troppe lungaggini, sono comunque pochissimi i gdr di questo tipo…nella maggior parte sono richieste lungaggini.

Comunque non voglio divagare troppo, ciò che volevo dire, ricollegandomi al discorso principale è che il gdr “scritto” essendo un misto di improvvisazione e di utilizzo della lingua, dato che ti “costringe” a usare la lingua italiana in un certo modo, può essere un ottimo esercizio linguistico (ecco alla fine sono riuscito a dirlo).

Per concludere quindi leggere un libro è bene ed è sempre bello ma anche provare a scrivere può essere interessante e si può anche scoprire di riuscire a farlo meglio di quanto si pensasse; per tutti coloro che volessero cimentarsi in qualche attività di questo tipo cito solo due siti: Neroinchiostro e gdr-online.com il secondo è un sito che raccoglie e recensisce una vasta quantità di gdr online by chat italiani presenti sul web.

riassumendo

poichè sto trasferendo il blog da un altro sito di hosting ho sentito doveroso ricopiare quanto scritto nel mio vecchio blog per non perdere “il filo del discorso” quantomeno temporale, anche se quanto ho scritto non è molto, ma mi piace continuare da dove interrotto.

Ricominciamo

Post n°4 pubblicato il 16 Maggio 2010

Allora da dove cominciare, è sempre difficile cominciare, soprattutto quando di cose da scrivere ce ne sarebbero talmente tante che neppure un blog basterebbe, sì perchè l’ultima volta che ho scritto come potete vedere è stato a ottobre, e da allora di cose ne sono successe talmente tante, purtroppo non riguardanti me, visto che la mia vita è sempre invariabilmente la stessa, sicuramente per colpa mia in gran parte, ma sono fiducioso che ci sarà una grande svolta non appena troverò un lavoro quale che sia, per cui ora come ora non mi preoccupo eccessivamente, se non per il fatto che comunque trovare lavoro non è facile di questi tempi, ma poi ovviamente dipende dal lavoro che si cerca, se si è disposti a fare qualunque lavoro o quasi, allora sì che si trova, basta guardare un giornale di annunci e se ne trovano almeno 4 o 5 se non di più, poi ovviamente bisogna vedere se si viene assunti.
Quello che è difficile trovare è il lavoro buono, quello stabile con un buono o anzi ottimo stipendio per una singola persona senza famiglia e il lavoro che ti piace fare, magari anche un lavoro dove è richiesta una specializzazione, nel mio caso il problema è che non avendo mai lavorato neppure so cosa mi piacerebbe fare, motivo per cui sono finito a studiare giurisprudenza, ma questa è un’altra storia.
Parliamo dell’Italia invece, cioè no…oggi c’è il sole dopo due giorni di pioggia e mi metto a parlare dell’Italia, non è cosa buona e giusta, anche perchè servirebbe solo a deprimere me e voi ancora di più.
Dirò solo per completare il mio post di ottobre costellato di false speranze che poi alla fine come sappiamo il lodo Alfano dapprima bocciato è poi riuscito a passare alla fine, quello è stato il primo mattone di una costruzione che ora sta cominciando ad avere i primi cedimenti, anche se il grattacielo è talmente alto da rasentare una “torre di babele” e probabilmente non ne risentirà troppo se cade qualche cornicione e antenna dal tetto.
Ai primi piani non se ne accorgeranno neppure.
Così ora grazie ad Alfano le quattro cariche più alte dello stato non possono essere processate, almeno fino alla fine della legislatura, Amen.
Anche se la legislatura finisse i nostri quattro hanno altri sistemi per salvarsi, sempre e comunque, quello che va più di moda è far prescrivere il processo, che tradotto nel vocabolario dell’imputato significa “assoluzione” come sinonimo di “salvezza” anche se poi così proprio non è.
Ma parliamo d’altro!
All’inizio volevo incentrare il discorso sulle centrali nucleari, ma siccome anche questo riguarda l’Italia per ora non mi  va di parlarne.
Ecco mi è appena venuto in mente un argomento interessante: la musica.
Sì perchè voi direte la musica alla fine è una questione di gusti, c’è a chi piace questa e a chi piace quella, c’è chi la sa suonare e chi no. Ma così è un po’ semplicistico, se provassimo ad approffondire solo un pochino magari ci accorgeremmo di quanto lavoro serve per comporre una singola canzone anche la più banale e soprattutto per inciderla su un disco e di quanto costa. E poi la musica è come una lingua, si evolve nel tempo, anche se le sue basi fondamentali sono ferme da almeno due o tre secoli e forse più. Ecco appunto la lingua, e la musica. E i cantanti? sì perchè è vero anche che soprattutto i ragazzi più giovani “idolatrano” sempre più spesso i cantanti e anche nei gruppi musicali chi spicca è sempre il cantante, ma è vero anche che poi in un gruppo ci sono anche i musicisti non perchè non abbiano magari una bella voce meno bravi in quello che fanno, però spesso passano in secondo piano rispetto ai cantanti, va detto perchè è una cosa che capita molto spesso.
Ma la musica è anche fenomeno culturale, mi è venuto da chiedermi se è forse un caso che in passato i testi erano molto più complessi, più ispirati e non di rado riferiti all’attualità anche se non per forza politicamente indirizzati.
Ormai il genere che più spopola adesso è il metal, un genere molto più vicino all’hard rock che non a qualunque altro tipo di musica, anche se probabilmente è talmente diverso da non potere essere paragonato con altri generi musicali, un genere anche tremendamente vasto, mentre di rock pop jazz o punk esistono forse 3 o 4 sottogeneri nel metal ne troviamo almeno 5 o 6.
Essendo anche io piuttosto ignorante al riguardo non sono in grado di citare tutti i generi, mi viene però in mente che recentemente sta avendo un discreto successo in occidente tra i più giovani il J-Rock ovvero il rock giapponese anche se fa molto più presa il rap e l’hip hop oltre che ovviamente e purtroppo, l’house e tutta la disco music.
Qui al signor Rossi Vasco riconosciamo il merito di salvare il rock come genere in Italia dove altrimenti si ascolterebbe solamente House, Rap e J-Rock, oltre al metal :) Anche se è vero che c’è chi apprezza i mostri sacri del passato dispiace dire che sono sempre meno tra i giovanissimi e non più giovanissimi, chi se li fila più per esempio i rolling stones? Alcuni conoscono i Led Zeppeling per sentito dire e l’unica canzone che conoscono è stairway to heavens, ma ci sono anche alcuni “eretici” ignoranti che considerano Britney Spears più brava di Bob Dylan e che mi sono venuti a dire di non avere mai ascoltato in vita loro Knocking on Heaven’s Door, poi ovviamente la musica è un campo talmente vasto che non basta citare gli esempi più famosi per descriverla tutta.
E cosa dire di Elvis? certo la sua musica è un po’ fuori moda oggi, ma non si mette in dubbio che sia il Capostipite del rock, tuttavia non è che si parli poi mai tanto di lui o venga mai ricordato particolarmente, forse perchè già se ne è parlato in tutte le salse e non c’è poi granchè da dire su di lui più di quel che si sa già.
Il punto è che molti soprattutto giovani non sanno una mazza di lui, soprattutto dal punto di vista artistico. Con tutto questo volevo arrivare a dire che oggi i grandi artisti scarseggiano e ovviamente gli effetti poi si notano, basti pensare al festival di San Remo. Non mi interessa sparare a zero su Emanuele di Savoia, quanto invece parlare di Simone Cristicchi, che ha portato una canzone personalmente credo indegna della sua intelligenza, anche se non lo conosco sono convinto che comunque non sia ad un livello basso, si parla senza voler offendere ovviamente.
Io comunque ritengo che Simone Cristicchi sia molto più bravo a suonare il piano e la tastiera che non come cantante e sono convinto che diversi, sotto sotto condividano questa opinione, per cui Cristicchi, continua a fare quello che sai fare bene, poi lo so che i dischi cantati vendono più di quelli solamente suonati, però quella canzone per carità era indecorosa con rispetto parlando.
Ma per ricollegarmi a quanto stavo dicendo, i grandi artisti oggi scarseggiano, ci sono alcuni cantanti che sono in grado di creare un motivetto musicale o un ritornello che ci appassiona per un po’ finchè non ci stanchiamo di averlo ascoltato 23985427592465984263986 volte, ma di certo questo non è sufficiente per entrare nelle fila delle leggende musicali, intendo dire che pochi (anche giustamente), sono in grado di creare pezzi complessi come quelli di Bob Dylan, Sting, Phil Collins, Zucchero, per non dire David Bowie, Santana, o Jimmy Hendrix o Rod Stewart e se ne potrebbero citare molti altri, ma mi chiedo se non sia forse strano che ormai da diversi anni manca a livello mondiale qualcuno che faccia delle canzoni degne di questo nome, ovviamente parliamo di coloro che la musica iniziano a suonarla e non di coloro che continuano a farlo, speriamo tutti che la pausa sia passeggera
Insomma non pretendo un pezzo immortale come Knoking on Heaven’s Door, ma almeno una canzone in cui non ci sia solo un ritornello che si ripete 200 volte per tutta la canzone, ma con strofe che cambiano, in cui non ci siano per forza rime baciate, perchè se no chi ascolta non è in grado di cogliere la rima, ma chissene! E magari che avesse un testo con un senso e non solo perchè “non sapevo che cazzo scrivere”, una canzone in cui ci siano anche cambi di ritmo, strumenti che si inseriscono e che poi vanno e ritornano, tutto questo si chiama in musica Variazione del Tema, correggetemi se mi sto sbagliando.
Ecco una canzone così almeno sarebbe quantomeno decente, perchè sempre con tutto il rispetto non tutte le canzoni degli artisti citati sono pezzi immortali, ma di sicuro sono tutte belle quale più quale meno, ma canzoni come certe che si sentono oggi sembrano canzoni che si cantano sotto la doccia inventate sul momento o mentre si fanno le pulizie di casa e la cosa è un po’ triste diciamocelo.
Dispiace dire che un gruppo che ha finito con il fissarsi e morire sui ritornelli è fra gli altri quello degli 883 un gruppo che ha fatto la storia della musica in Italia, fino a un certo punto…ci piacerebbe che si riprendesse e tornasse a fare la musica degli inizi, e non quella della peugot che arranca in salita, che è un po’ triste in tutti i sensi come canzone, ma ho citato solo la prima che mi è venuta in mente.
E con questo chiudo l’articolo, salutando tutti.



Lodo Alfano, la democrazia esiste ancora in Italia

Post n°3 pubblicato il 10 Ottobre 2009Attacchi durissimi di Berlusconi alla Corte Costituzionale e al presidente della Repubblica, ma in realtà Berlusconi rinnegando la sentenza della Corte, rinnega la costituzione stessa, infatti chè chè luine dica, i giudici hanno deciso in base alla legge e non agli umori personali anche se personalmente dato l’andazzo del governo e delle istituzioni ormai mi aspettavo che gli facessero passare perfino il Lodo Alfano (evidentemente nutro troppa poca fiducia nelle istituzioni italiane), per questo sono rimasto sorpreso anche io come molti di destra quando è stato bocciato, io mi sono detto “ma come? C’è ancora qualcuno che fa rispettare la legge ai parlamentari?” e loro “ma come? non li avete pagati abbastanza i giudici ve lo dicevo io!”.
Ma come dicevo Berlusconi in realtà rinnega la Costituzione stessa, perchè volendo essere giuridicamente pignoli è la Costituzione che ha bocciato il Lodo Alfano, non i giudici, in sostanza qui s’insinua che i giudici della Corte Costituzionale abbiano diritto di scegliere se far passare una legge o no, come appunto dei parlamentari o ministri qualunque, in realtà quei giudici sono vincolati a decidere in base alla legge, altrimenti sarebbero perseguibili per aver deciso, non secondo la legge, ma come dice il Berlusca secondo gli umori e le preferenze personali, che certamente incidono ( incidono anche nei parlamentari, perchè lui è forse imparziale?), ma incidono solo fino a un certo punto, poi teoricamente dovrebbe prevalere il senso di legalità, altrimenti in Italia non esisterebbe più una giustizia e tanto varrebbe sciogliere l’ordine degli avvocati e lasciare che ci si faccia giustizia da sè.
E questo dovrebbe far riflettere alcuni che tempo fa ipotizzavano una candidatura di Berlusconi a presidente della Repubblica se non fosse stato eletto alla presidenza del consiglio, sarebbe stata probabilmente la fine della democrazia in Italia e il modo migliore di aprire la strada a un colpo di stato tramite un Governo del Presidente (della Repubblica), se mai ci si fosse arrivati.
A me personalmente è piaciuta tantissimo la faccia che ha fatto Massimo Bondi di fronte alle accuse di Franceschini nell’ultima puntata di Ballarò, Franceschini ha acquistato qualche punto da quella puntata per me, ma il fatto che socializzi con gente come Massimo D’alema ancora mi lascia aperti troppi dubbi su di lui.



Bianco su Nero

Post n°2 pubblicato il 12 Settembre 2009La maggior parte degli scrittori concorda sul fatto che quando non hai ben chiaro con esattezza cosa vuoi scrivere sia meglio decidere dopo il titolo, secondo me alla fine il titolo non ha grande importanza, la maggior parte delle volte il titolo non c’azzecca nulla con quello che viene raccontato in un libro, figuriamoci poi negli articoli di giornale.

Invece se tu ci metti un titolo come il mio sei sicuro che qualcosa ci azzecca, anche se ancora non sai cosa.

Di solito si scrive nero su bianco, per non dimenticare si dice, o per avere certezza che non ci si possa rimangiare quanto scritto, io scrivo bianco su nero perchè il paese in cui viviamo è nero come il lavoro nero che lo sommerge, che in parte è nero per il colore della pelle ma che non diventa bianco solo perchè hai eliminato “il nero”.

Scrivo bianco su nero perchè dà l’idea di qualcosa di pulito su qualcosa di sporco e non il contrario.

Per cominciare una precisazione: nel post precedente avevo detto che la legge sul sorriso era giapponese, invece era cinese, era stata emanata apposta in occasione delle ultime olimpiadi di pechino, ma non importa a nessuno quindi potete anche saltare questa parte.

Parliamo di cose serie invece, parliamo del president…cioè volevo dire di quel signore che nella camera dei deputati sta di fronte alla maggior parte degli altri, così è più generico e nessuno capisce di chi si sta parlando.

Questo signore ha fatto costruire una autostrada in Libia a spese nostre, non so se lo avete saputo, intanto ci sono autostrade non ultima la salerno-reggio calabria che comunque è solo una delle tante, per non parlare poi delle strade, nel nostro paese, che hanno bisogno di essere rifatte e nelle quali ci sono cantieri aperti da almeno 20 anni e non si sa quando i lavori saranno completati e meno male che ci sono i cantieri, perchè dove non ci sono non si sa ancora quando si riuscirà a farli.

E mentre lui si domanda se il fumo delle frecce tricolori debba essere tutto verde o tricolore, la protesta contro la riforma gelmini, che ricordiamo è iniziata nel 2007, continua, e sì che due anni fa ci furono occupazioni di scuole e università e quando tutto questo finì molti pensarono che come al solito tutto sarebbe finito come era iniziato e passato sotto silenzio come è sempre successo.

Invece no, sono due anni che protestiamo ma nessuno ci ascolta, eppure penso io che se qualcuno protesta per due anni di fila qualcosa da dire di sensato debba pure averla altrimenti è un cretino.

Eh sì che è vero che noi italiani un po’ cretini lo siamo dato che continuiamo a votare qualcuno e poi continuiamo a lamentarci del fatto che qualcuno vuole licenziarci che lo stipendio è troppo basso che non ci vengono date le ferie come ci sarebbe dovuto che non riusciamo a trovare un lavoro.

Recentemente Calderoli ha ribadito che la lega ha intenzione di riproporre e insistere sulla questione settentrionale, a fronte della “questione meridionale”, in pratica rivendicheranno i loro “diritti”, come se non ne avessero già abbastanza, contro quelli del sud Italia.

Comunque in questi giorni stanno dando nelle sale Videocracy, non so se qualcuno di voi è andato a vederlo.

Mi rivolgo alle persone di sinistra, lo so che chi è di destra non l’ha visto perchè tanto si sa già che è tutta una manovra politica di Bertinotti e di Franceschini per raccogliere consensi…in realtà tutte le informazioni trasmesse nel film documentario sono falsità dei comunisti che cospirano contro Berlusconi, ancora una volta.

Ormai non ci sono più i cospiratori di una volta, come Pompeo e Crasso che cospirarono contro Cesare, quelli sì erano altri tempi, in cui le cospirazioni funzionavano davvero, non come adesso, che i cospiratori si sono ridotti a dover fare informazione, per fare fuori il proprio avversario e la maggior parte delle volte non ci riescono.

Una volta tutto era molto più semplice, bastava pagare qualcuno per ficcare un coltello nel corpo di un altro, e tutto si risolveva facilmente.

Ma sto divagando, la nazionale non sembra essersi ripresa e continua a fare figuracce, ma sono fiducioso che si riprenderà e se non si riprenderà chissenefrega.

Avete saputo della tessera del tifoso?

La “tessera del tifoso” è uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio che prevede verifiche della Questura attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale. Il progetto lanciato dall’Osservatorio si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”.

La tessera, rilasciata dalla società sportiva previo “nulla osta” della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa.

A cosa da diritto

* al possessore non si applicano le eventuali restrizioni alla vendita dei biglietti;

* vengono snellite sia le procedure di acquisto dei biglietti che quelle di accesso allo stadio, attraverso la creazione di varchi dedicati;

* è favorita la concessione di facilitazioni, privilegi e/o benefici da parte delle società (accumulo di punti, diritto di prelazione per l’acquisto di biglietti, convenzioni con altre società private come Ferrovie dello Stato, Autogrill, sponsor, ecc.).

I vantaggi per la sicurezza

* permette di “costituire” la categoria degli spettatori “ufficiali”;

* garantisce l’aumento degli standard di sicurezza del pubblico, perché esclude dagli impianti i soggetti sottoposti a Daspo o a condanne per reati da stadio;

* consente alle società sportive di avviare rapporti “virtuosi” con le tifoserie ufficiali, soprattutto per le trasferte;

* nel tempo determinerà la costituzione, nell’ambito delle Società Sportive, dei c.d. “dipartimenti dei tifosi” che in altri grandi club europei hanno trovato applicazione con apprezzabili risultati.

Lo spiego in modo da farlo capire anche ai goblin: i gruppi di tifosi organizzati sono per la maggior parte formati da esaltati teste di ***** spesso filo nazisti o filo fascisti o negli atteggiamenti assimilabili a degli affiliati delle BR, ma per la maggior parte semplicemente persona in cerca di qualcosa che li infoghi e gli dia adrenalina che vanno allo stadio non per fare il tifo ma per “cercare lo scontro” possibilmente con i tifosi avversari ma se necessario anche con la polizia (un bello scontro con la pula non guasta mai, salvo fuggire nel caso arrivino in tenuta anti sommossa).

Adesso è evidente quanto ovvio che persone di questo genere davanti alla possibilità di essere arrestati più facilmente per i casini combinati allo stadio si rivoltino e se la prendano, non per questo bisogna dargli ragione, nessuno può negare che negli stadi soprattutto in quelli italiani la violenza sia di casa, non solo quella fisica sia ben chiaro che comunque non manca mai.

Ci sono diversi articoli di cronaca che condannano le tifoserie calcistiche come le più violente di tutte rispetto alle tifoserie di altri sport.

è vero che certe volte alcuni poliziotti abusano della loro posizione e che certe volte la polizia usa la mano dura a scopo dissuasivo per cercare di convincere a “non riprovarci”, ma è altrettanto vero che se i tifosi non dessero motivo alla polizia di intervenire, al 90% questa non interverrebbe, infatti certe scene di scontri tra tifosi e polizia non si vedono nè se ne sente parlare, relativamente ad altri sport.

Ma è anche vero che data la vicinanza politica di certi gruppi alle aree politiche sopra citate, andare a scontrare è una questione di “onore e orgoglio” perchè serve per dimostrare la propria virilità e la propria superiorità all’altra tifoseria (soprattutto quando non si riesce a vincere in campo, allora si cerca di vincere fuori dal campo).

Non dimentichiamo che il calcio non è altro che l’evoluzione dei combattimenti tra gladiatori, in quanto nello stato moderno un combattimento con armi capaci di ferire l’avversario è diventato reato e quindi uno spettacolo che non è possibile far vedere al pubblico, per non parlare della possibilità di far assalire i suddetti gladiatori da leoni o tigri (per altro specie protette in quanto in via di estinzione).

E diciamocelo le tifoserie delle arene di gladiatori non erano esattamente come le tifoserie del rugby o del tennis, quindi non dovremmo stupirci più di tanto, anzi dovremmo meravigliarci del fatto che per un certo periodo di tempo le tifoserie calcistiche siano state delle tifoserie, quasi come le altre.

Va pure detto però che l’introduzione della tessera impossibilita ad andare in trasferta anche quando è stata scontata la pena per il reato commesso, ne basta uno solo sulla fedina, purchè sia reato penale.

Il provvedimento come detto è esteso anche ai daspo perchè comunque sono considerati potenzialmente pericolosi in quanto essendo “diffidati” hanno un precedente, poi si può discutere all’infinito dei singoli casi se siano provvedimenti presi ingiustamente o meno, si può anche discutere del fatto che non tutti ripetono le stesse cazzate due volte, ma una volta che il provvedimento è preso per la legge il caso è chiuso.

Volendo discutere sul merito della questione va detto che comunque per quanto facinorosi possano essere i gruppi di tifosi la polizia non fa nulla per sedare gli animi, anzi, risulta che molto spesso sia la polizia stessa a provocare la reazione di tali gruppi che in conseguenza di questo sviluppano giustamente una “antipatia” per le forze dell’ordine; è vero che in questi gruppi la solidarietà è forte, per cui quando un membro del gruppo fa la cazzata di picchiare un’altra persona, gli altri gli vanno dietro e quando qualcuno viene accusato, giustamente o meno gli altri fanno muro attorno a lui, passando dalla ragione al torto senza passare dal via, è vero che i gruppi reagendo alle provocazioni della polizia, non mostrano di volersi redimere o discolpare anzi, tuttavia sta di fatto che tutto questo ha creato un circolo vizioso per cui ormai entrambe le parti considerano l’altra come il nemico da abbattere e questo certo non porterà gli ultras a diventare dei tifosi “pacifici”, uscire da una simile situazione è molto difficile ma di sicuro surriscaldare gli animi già bollenti non aiuta, come è anche vero che spiegare ai gruppi che comunque sono loro ad aver cominciato non è qualcosa che abbia un fine utile nella risoluzione della faccenda, alla fine non si tratta di capire chi abbia tirato per primo il sasso, è un attimino più complicato. Si tratta in realtà di riuscire a ristabilire un clima generale in cui l’una parte non abbia paura delle iniziative che possa prendere l’altra, la quale paura appunto porta ad agire per primi preventivamente, e decisamente non è semplice.

Ma già che stiamo parlando di cronaca viene in mente di ricordare anche che è morto nientemeno che Mike Bongiorno, sicuramente un grande personaggio nonostante che ad alcuni sia piaciuto di più e ad altri meno come accade per tutti i grandi personaggi.

Viene in mente poco da dire a parte che come nessuno ha mancato di dire ci mancherà, ma sappiamo per certo che ovunque sia non mancherà di portare un po’ d’allegria.


Primo Post

Post n°1 pubblicato il 12 Settembre 2009

Bene bene questo è il mio primo post come si deduce anche dal titolo, a me piace dire le cose come stanno.
Detto questo devo subito fare una precisazione, non è il mio primo post, è il primo post che scrivo su questo blog, ho deciso di creare un blog esterno a msn spaces perchè ho un problemino con msn…cambio indirizzo hotmail troppo spesso e così devo ricreare pure il blog, ma auspico che l’ultimo indirizzo possa essere anche l’ultimo e il definitivo.
Comunque, avevo una mezza intenzione di parlare delle mie vacanze in questo post ma poichè capisco che a chi legge non glie ne possa fregar de meno come dicono in quel di Roma, ho deciso di cambiare argomento.
Vi basti sapere che in 20 giorni di campeggio ha deciso di piovere giusto il giorno precedente allo smontaggio della roulotte cosicchè ci è toccato fare una sfacchinata per pulire tutti i teloni e gli armadi vari nonchè le sedie visto che tutto era pieno di fango dato che l’acqua ha ben pensato di raccogliersi nella nostra tenda veranda e allagarla (forse era per questo che non volevo parlarne mah).
Comunque l’argomento di oggi riguarda i manga e gli anime, vabbè ho capito che siete dei fan dell’uomo ragno e di dylan dog ma aspettate un momento prima di scappare a leggere il blog di beppe grillo…(cioè quello leggetelo però dopo).
Si dà il caso che mio padre sia un fan di Tex Willer (e anche io almeno fino a poco tempo fa), questo non è importante, ma ci terrei a fare alcune precisazioni a tutti quei fan in particolare di Tex come mio padre che considerano quel fumetto tanto più maturo di altri soprattutto dei manga e degli anime.
Prima di tutto tanto per intenderci sui termini possiamo dire che i manga sono i fumetti e gli anime sono i cartoni animati trasmessi in tv, così non facciamo confusione.
Prima di andare a sparlare di Tex e sparare a zero su di lui (sì perchè ci vuole fuoco di copertura quando si spara su Tex con lui non si scherza), faccio una piccola introduzione sui manga e sulla cultura giapponese relativa ai manga.
In giappone i manga sono per quanto non sembri prodotti molto più commerciali che non i nostri fumetti di produzione italiana, questo perchè i fumetti qua in italia vengono prodotti da pocchissime case editrici (io conosco solo Bonelli e Walt Disney e so essercene poche altre che stampano fumetti di levatura decisamente inferiore, se ne conoscete altre segnalate pure, io sono un po’ ignorante in materia) tali grandi case editrici Bonelli e Walt Disney hanno il monopolio sui loro prodotti, mi spiego meglio: Bonelli e Walt Disney non sono solo coloro che stampano il fumetto, ma coloro che lo creano dai disegni alla sceneggiatura fino all’impaginazione finale.
Per la maggior parte dei fumetti giapponesi non è così: c’è un autore denominato Mangaka in giapponese, che significherebbe (creatore o disegnatore di manga), che spesso crea una storia per conto suo, dopo di che partecipa a qualche fiera di manga che in giappone si svolgono abbastanza spesso essendo la patria, almeno una o due volte all’anno, si fa notare e probabilmente qualcuno vorrà stampare il suo fumetto, anche in Italia avviene più o meno così, meno spesso un autore di fumetti si rivolge direttamente a un editore.
Questa è una prima differenza fra fumetti giapponesi e italiani, ma parliamo di contenuti, in giappone i fumetti vengono prodotti per fasce d’età, ciò significa che l’autore sa già che età avranno i lettori del suo fumetto, in Italia e anche in America, si fanno solo due distinzioni: minorenni e maggiorenni.
Cioè si tratta di decidere se il fumetto ha contenuti per adulti come una buona parte di violenza magari molto esplicita come in diabolik o se può essere letto anche da un bambino che sia adolescente o anche più piccolo.
In giappone no, ci sono fumetti per i bambini fino ai 12 anni, dai 14 ai 17 e dai 1 ai 20 o i 21 (la maggiore età in giappone è 20 o 21 anni non ricordo) e poi ci sono quei fumetti o manga che sono (sempre teoricamente perchè poi uno va e compra quello che vuole) riservati ai maggiorenni ma anche qui si fanno spesso distinzioni perchè ci sono manga ritenuti adatti a persona dai 20 ai 30 anni e altri che si leggono piacevolmente anche ad età superiori (in realtà di fatto a chi piace il manga non butta via niente dai puffi sino a ken shiro e diabolik, poi è questione di gusti), conosco o meglio ho conosciuto lettori di manga di età piuttosto adulta, intorno ai 25 e più anni che leggono manga per 16enni perchè sono divertenti.
Comunque questa è una prmia distinzione tra i manga e i fumetti ed è anche la ragione per cui molto spesso (cioè nel 100% dei casi) i fumetti che dal giappone vengono ristampati in italia, ma soprattutto gli anime che vengono tratti dal relativo manga, vengono censurati nei modi più impensabili e chi sa qualcosa di dragon ball lo sa bene.
Ora NON VOGLIO PARLARE DI DRAGON BALL, quindi non scappate, non piace neppure a me.
Mi preme invece parlare di Tex Willer adesso e mi scuso con i lettori se scrivo un po’ a braccio (che va per i cazzi suoi per altro) e sono un po’ incasinato, sarà un post un po’ lungo, dovevo dirlo prima lo so.
Tex Willer all’inizio era un bel personaggio con una bella storia, era giovane ha fatto qualche “marachella” (essendo un criminale) e pian piano è cresciuto ed è diventato adulto, ha sposato una bella donna e ha avuto un figlio, la storia aveva una sua evoluzione, poi la donna è morta, tex si è fatto dei nemici, è diventato un ranger, passando dalla parte della giustizia, ma prima di questo è andato in cerca di vendetta.
Comunque a questo punto accade una cosa strana, cioè un po più tardi in realtà, quando incontra kit carson e tiger jack e il figlio kit è cresciuto un po’.
Tex non invecchia più e dopo alcuni albi alcuni lettori si sono posti dei dubbi (ma non è che è figlio di Aragorn che ha “sposato” un’elfa e ha dato origine ai primi mezz’elfi della terra di mezzo e quindi Tex in realtà è immortale e perciò non invecchia?) fugati dalla casa editrice i dubbi su tale possibilità i lettori non hanno trovato altre spiegazioni e si sono limitati a continuare a leggere Tex come hanno sempre fatto, pur rammaricandosi del fatto che Tex ormai fosse diventato un po’ come Lost, o meglio un po’ come la squadra speciale cobra 11, degli episodi con un inizio e una fine con i soliti eroi ogni volta impegnati in un caso diverso, ma senza una vera e propria evoluzione della vita personale dei protagonisti, ogni tanto qualcuno può pensare di fidanzarsi, uscire con qualche bella signora a cena, ma poi alla fine non si realizza mai nulla (sì perchè se l’eroe si sistema e mette su casa e famiglia poi tocca sostituirlo e a Tex chi lo sostituisce?) (“io io!” tu zitto e resta in panchina!…no era Totti…niente di cui preoccuparsi).
è in effetti un problema che hanno tutti i grandi protagonisti anche nei manga giapponesi, solo che nei manga qualche volta l’autore ha il coraggio di far morire il suo eroe e di sostituirlo, ma non così spesso in effetti.
Poi bisogna anche dire che Tex con tutto il suo buonismo ci ha un po’ rotto le scatole, per lui è un po’ troppo facile fare il moralista, ma la vita non è fatta solo di assalti agli indiani e ai fortini o di cacce a stregoni indiani che hanno perso il senno.
Da questo punto di vista (anche se non sempre), alcuni manga sono meno cattolici.
Sì non mi sono confuso, volevo dire proprio cattolici, perchè è dal cattolicesimo che ci viene la fissazione di noi italiani e occidentali in genere, di voler mettere qualche cazzo di insegnamento morale in tutto quello che scriviamo o trasmettiamo in televisione, i manga giapponesi ti raccontano una storia così come la pensa il suo autore, poi tu sei libero di leggerla prenderla come ti pare e di capirci quello che preferisci, poi tornando a Tex è vero che avendo un figlio è compito di Tex insegnargli il buon senso e bisogna ammettere che in fatto di buon senso Tex è un campione, ma nelle situazioni in cui si trova lui il buon senso, si limita appunto a quelle situazioni, nella vita di oggi sono cambiate molte cose.
Comunque non pretendo di dire che i manga sono migliori di Tex o di qualche altro fumetto, fin qui io intendevo semplicemente far notare che anche Tex comunque ha i suoi difetti.
Adesso passiamo al secondo punto, si vuole dimostrare che comunque non è vero che tutti i manga sono infantili e deficenti (anche se comunque è vero, sono la maggior parte, ma c’è un perchè di cui ora parlerò).
Partiamo dai disegni, chiunque apra un manga avrà notato certe caratteristiche, a parte che si leggono da destra a sinistra partendo dalla fine dell’albo, e non all’occidentale da sinistra a destra, retaggio di antichi dissapori sempre presenti, i personaggi generalmente hanno sempre occhi enormi e qualche volta le proporzioni corporee non sono rispettate perfettamente, ma solo stilizzate, soprattutto nei manga più deficenti, più i personaggi sono realistici, di solito e più anche la storia è “matura e adulta” anche se non sempre è così.
Comunque questo particolare dipende da un retaggio della vecchia cultura giapponese e in particolare al gusto per il bello o meglio per il “carino”.
Sul concetto di Bello in filosofia si sono scritti interi libri, non è mia intenzione fare qui un trattato, mi limiterò semplicemente a dire che nella cultura giapponese è rimasto dai tempi antichi, il gusto per il Kawaii.
Kawaii è una parola giapponese che significa appunto carino, e per i giapponesi una cosa per essere bella deve essere carina, il che spesso coincide con la necessarietà che la cosa in questione, spesso una persona, sia anche un pochino effeminata (il che non significa per forza omosessuale).
Ecco perchè i personaggi sono sempre carini appunto.
Che siano cattivi o che siano buoni eroi antieroi o altro i personaggi avranno quasi sempre un bell’aspetto o comunque un aspetto che ci faccia dire o pensare “che carino!” e questo è un concetto che i giapponesi applicano praticamente a tutto e questo spiega perchè hanno fatto una legge che impone a quei lavoratori che hanno diretti contatti con il pubblico, come i bigliettai della metro, ma anche gli spazzini per dirne una, di sorridere sempre e di essere educati e ben disposti.
Tali lavoratori hanno risolto il problema facendosi venire una paresi, in pratica hanno preso la borsa del ghiaccio e l’hanno messa su una guancia mentre sorridevano finchè non si è bloccato il muscolo.
Ma questa è un’altra storia.

Adesso torno all’argomento, cioè dimostrare che non tutti i manga sono infantili, tralasciamo i pokemon, quelli sono dedicati a bambini di massimo 10 anni, ovviamente sono deficenti e infantili, anche dragonball è dedicato a quella fascia di età, i giapponesi lo sanno, ma in Italia ci sono persone che a quarant’anni lo guardano ancora (anche perchè italia uno da quando esiste non ha mai trasmesso nient’altro).Questo anche perchè italia uno come sanno bene in molti è quella che ha ultra censurato dragonball nelle scene osè e di violenza tagliandole completamente o nascondendo il sangue o altre parti del corpo, per evitare critiche da parte della Chiesa ovviamente, mica altro.Immagino, ma non lo so, che questo non sia piaciuto tanto ad Akira Toriyama mangaka di dragonball e uno dei più famosi se non il più famoso anche in giappone, conosciuto lì almeno tra chi ha letto almeno un manga nella sua vita, così come qua conoscono mike bongiorno, ma nessuno sa in realtà chi cazzo abbia scritto Tex, a parte i suoi più accaniti fan (tanto per dirne un’altra).Comunque immagino che siccome ad Akira non sia piaciuto, molti mangaka hanno deciso di non vendere più i diritti a italia uno e di venderli a mtv, ma è una mia ipotesi. Comunque, parliamo di manga seri, negli ultimi anni, parlo dal 2004 in avanti sono state prodotte queste tre storie: Last Exile, Death Note, The time of Eve (e come non dimenticare neon genesis evangelion e blue submarine che però non conosco abbastanza per parlarne).Di questi va detto che Last Exile è stato prodotto solo sotto forma di anime e non di manga e forse anche Time of Eve ma non sono sicuro.Time of Eve è in corso di produzione in giappone in questo 2009 ed è conosciuto solo grazie a mtv sempre più interessata ai prodotti giapponesi che ne ha sottotitolato 4 o 5 puntate.Adesso, bisogna dire che anche questi anime (io parlo degli anime perchè devo ammettere che l’unico manga da me letto è Saiyuki di cui però non parlerò per non dilungarmi troppo) cosiddetti seri, hanno le loro gravi pecche, al di là dei disegni che sono sempre “Kawaii” in qualche modo, c’è sempre presente un personaggio che si comporta in modo un po estroso o per meglio dire un po’ infantile, che spesso fa perdere un po’ di serietà a tutta la vicenda, questo perchè per i giapponesi in un manga ci deve sempre essere qualcosa che sia anche divertente o giocoso se così vogliamo dire e quindi di infantile e fanciullesco.Inoltre in un manga e in un anime, diciamo in una storia, c’è sempre qualcuno che rasenta la perfezione e spesso la supera, in qualcosa, qualunque cosa sia.Ora siccome sto scrivendo un text wall non posso dilungarmi ancora eccessivamente perchè molti avranno già gli occhi che bruciano e avranno deciso di leggere il post in due tappe, purtroppo l’argomento è complesso, mi scuso, quindi non riassumerò la storia di questi 3 anime.Debbo però parlare di Time of Eve e di death note che sono i più adulti alla fin fine.In death note ci sono tante cose al limite dell’inverosimile per non dire del folle, ed è complesso capire per chi non conosce la storia perchè è abbastanza incasinata, inoltre bisogna avere qualche nozione di teologia giapponese.riassumo in breve sperando d’essere compreso: Esiste un mondo degli Shinigami che sono in italiano gli dei della morte, un po come i nostri angeli neri o caduti, gli shinigami sono rappresentati però in diversi modi moltissimi, in altre opere, qui sono dei mostri umanizzati, più che degli umani sfigurati, sono immortali e possono diventare incorporei, hanno un mondo tutto loro da cui controllano il mondo degli umani e un’infinità di altri (e ogni tanto “per ammazzare il tempo” fanno fuori qualche umano), come lo uccidono? hanno un quaderno della morte, in inglese Death Note, basta scrivere il nome di qualcuno chiunque sia e quello muore matematicamente d’infarto entro 40 secondi, il sogno di qualunque terrorista e di qualcunque giudice favorevole alla pena di morte!uno di questi shinigami è particolarmente annoiato e siccome è riuscito a fregare un quaderno in più al re degli shinigami decide di andare sulla terra e lasciare cadere il quaderno per vedere chi lo raccoglierà e cosa ne farà.Ora correrò un po, il quaderno ha 80 regole da seguire, il ragazzo che lo raccoglie è Light Yagami (avete letto il cognome al contrario?) è il tipico genio giapponese, uno che a scuola prende sempre il massimo con una punta di noia per la facilità dei compiti che gli vengono assegnati e ha sempre la testa rivolta ad altro, in particolare pensa che il mondo faccia schifo perchè ci sono troppi criminali che fanno impunemente quello che vogliono.E così gli giunge una manna dal cielo, caso volle che dalla finestra dell’aula veda il quaderno che cade dal cielo (cazzo che vista), va lo raccoglie e comincia a usarlo, e qui cominciano i casini perchè dopo un po la polizia comincia a indagare su strane e troppe morti tra i carcerati.Va fatto notare che la vicenda si svolge poi tutta in giappone perchè i giapponesi sono mooooooooooooooooooooooooolto nazionalisti, forse sono gli unici che in nazionalismo superano gli americani e gli italiani anche se cercano di non darlo troppo a vedere a livello personale.Comunque non superano i koreani e i cinesi.comunque a un certo punto c’è un annuncio strano in tv in mondovisione, si vede uno chiamato Lynd L. Taylor che afferma di essere L un famoso investigatore privato (mah io non l’ho mai sentito…) che dice di sapere di Kira (così ora viene chiamato lo sconosciuto assassino, in giapponese significa Killer, che fantasia…) e lo sfida ad ucciderlo, Light/Kira lo uccide scoprendo poi che in realtà il messaggio era stato trasmesso solo nel Kanto una regione del giappone e solo nell’area di Tokyo (che comunque è super mega vastissima).vabbè insomma fatto sta che tra varie vicende l’assassino alla fine muore, quindi non viene arrestato e condannato, (no cazzo non rivelare il finale!) eh vabbè…ormai…tanto non l’avreste letto, nè guardato, comunque non da L che muore pure lui, ucciso dall’assassino.Ora questo era per far capire a linee moolto grandi la storia, anche se so che non ci avete capito una mazza, ho fatto tutto sto trattato per dire quanto sto per dire.Al di là del fatto che in Death Note ci siano inverosimiltà al limite della follia di investigatori che collaborano con l’interpol e hanno il potere da soli di dare ordini a tutte le polizie del mondo tramite l’interpol compresa quella giapponese poi, (fantascienza lo so, chi sa un minimo di legge internazionale lo sa), di Shinigami cioè esseri che ovviamente non esistono se non nella mitologia giapponese, la follia di orde di fanatici che adorano Kira come se fosse un salvatore e un dio senza sapere esattamente perchè (ci sono orde di fanatici simili anche in Italia vero? eh mi pareva sì), tralasciando insomma tutto quanto è folle e inverosimile, cosa ci resta da un manga del genere? un ragionamento ipotetico e filosofico sulla pena di morte, sul perchè sul per come, sul chi debba decidere della condanna di qualcuno e chi debba eseguirla, insomma una storia che ci fa porre questa domanda “poniamo per un momento per assurdo che possa succedere una cosa del genere, ora prescindendo dallo strumento quaderno della morte, generalizzando e chiedendosi: se io potessi uccidere a piacimento chiunque in qualunque posto, semplicemente con la mia volontà alla fin fine, indipendentemente dal fatto che lo strumento sia il pensiero, un quaderno o qualunque altra arma che diritto ho io di farlo? ho un titolo per farlo? da chi o da cosa sono legittimato? dal fine di creare un mondo privo di criminali? ma alla fine è veramente possibile anche così?” ponendo per assurdo possibile l’ambientazione in cui ci porta il manga, ma anche nel mondo reale di tutti i giorni ci si rende conto di almeno due cose, primo nell’ambiente del manga ci sono esseri immortali che decimano umani da milioni di anni o almeno da migliaia e ancora non hanno eliminato i criminali con quel sistema…quindi perchè un umano dovrebbe riuscirci in una vita sola?in secondo luogo nel mondo reale anche potendo uccidere a piacimento tutte le persone che si vuole i criminali ci sarebbero sempre, perchè si sa che la pena di morte non è un deterrente per i criminali, inoltre al di là di questo qualcuno prima o poi commetterà un crimine anche in un mondo privo di criminali, perchè è normale non è possibile che qualcuno non pensi di commettere un crimine prima o poi, indipendentemente dal rischio, ci sono già persone come i terroristi che commettono crimini anche di fronte alla morte certa (la loro).ora come definire questo un manga serio? io direi un manga che tratta un argomento molto serio in modo poco serio o comunque comprensibile appieno solo da chi sia capace di certe argomentazioni e ragionamenti, come me, per gli altri resta solo una bella storia, però se si leggono i fumetti e i manga in quest’ottica, ci si rende conto che una base di serietà c’è, in alcuni per lo meno, dipende dall’argomento trattato.Parliamo di Time of Eve, è un manga che almeno dalle 4 puntate che ho visto sembra il più serio che ho mai visto, neppure l’ombra di una scena infantile o comica, il tema è serio, il razzismo e la schiavitù.In una ambientazione futuristica e comunque arcinota, l’era dei robot di Asimov.Un tema serio che viene trattato seriamente in un manga.Ci si era quasi riusciti con Last Exile, ma c’era un non so che di infantile in troppe scene che rovinava tutto.i personaggi hanno sempre gli occhi grandi, anche se molto meno bisogna ammettere che in altre produzioni, ma a parte questo forse anche grazie alla digitalizzazione in 3D delle immagini sono molto realistici e comunque non c’è demenzialità nè quella comicità infantile e spinta che si trova persino in death note, quella che gli inglesi chiamano ironia, ma che di solito nei manga è eccessiva, ben lontana dall’ironia inglese.Time of Eve parla dei robot che vengono schiavizzati e discriminati dagli umani e trattati appunto come oggetti, in realtà appunto come avviene in io robot di asimov, si scopre che i robot si sono evoluti tanto da essere diventati ormai degli umani a tutti gli effetti se non fosse per il fatto di avere componenti meccanici, però pur obbedendo alle leggi della robotica i robot hanno sentimenti, una loro volontà, insomma sono umani.E così il mondo si spacca tra chi crede che i robot debbano essere privati di queste capacità perchè possono diventare pericolosi e “persino” un giorno reclamare l’indipendenza dai loro padroni con chissà quali conseguenze (una guerra?) e chi invece più accondiscendente e comprensivo sta dalla parte dei robot, ma non può farlo sapere a nessuno.Se si parallelizza il tema trattato con alcuni temi di scottante attualità sempre relativi alla discriminazione e al pensiero di alcuni che certe persone non debbano avere certi diritti ci si accorge che la storia è tutt’altro che infantile e forse attraverso una storiella fa un po’ di politica anche senza volerlo.Un esempio chiarificatore, nell’anime ci sono umani che amano il proprio robot, ciò è socialmente inaccettabile e in tali casi la discriminazione è massima, se si venisse a sapere le conseguenze sarebbero gravissime a partire dalla distruzione del robot in questione, per non parlare dell’isolamento che subirebbe l’umano da parte della società, cose che avvengono anche nella nostra società, anche se i soggetti vittime sono diversi.Concludo molto brevemente con un grazie a chi ha avuto il coraggio di leggere tutto il post!

Finalmente l’ho finito!! E spero di avervi convinto del fatto che non tutti i manga sono infantili sono fumetti niente di più niente di meno, anche se essendo parte di una cultura molto radicale e inquadrata hanno delle caratteristiche comuni a differenza dei fumetti italiani che sono molto più liberi sotto certi aspetti.